20/05/2008
31/5 - 20/6 LUCA BEDOGNI

sabato 31 maggio,
ore 19.00
Mostra Fotografica Luca Bedogni - ”Orizzonte”
31 maggio - 20 giugno 2008
L’orizzonte è quella linea immaginaria ma visibilmente tangibile che separa il mondo terreno da quello fatto d’aria, solitamente il cielo. È la linea che separa il mondo di chi vive coi piedi per terra e di chi vive tra le nuvole.
L’orizzonte separa l’evoluzione, le creature che hanno avuto il dono del volo e quelle che non l’hanno avuto. C’è chi lo definisce il purgatorio delle anime, c’è chi lo considera la striscia che tiene assieme il mondo. È sicuramente il sipario della luna e del sole, è il loro insormontabile ostacolo per una vita insieme. L’orizzonte anela a perdersi tra una mare piatto e un cielo dello stesso colore ma basta un’increspatura per smascherarlo. Anche se è lì, nessuno dei mortali lo ha mai raggiunto, è più facile arrivare in cielo. È il sigillo della cupola celeste, è il primo punto di ciò che arriva è l’ultimo di ciò che va. Su una spiaggia, verso il tramonto, è la meta preferita dei sogni ad occhi aperti, è quasi meglio di un bel cielo stellato, di una stella cadente.
09:50
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20/04/2008
26 aprile - 31 maggio NINO MARCHESE

sabato 26 aprile, ore 19.00
Nino Marchese - ”Sensibilitá Tattile Immaginaria”
26 aprile - 31 maggio, 2008
“Il corpo cambia, cresce, invecchia.
Il corpo e la sua contrapposizione nell’immaginario di un teatrino
dove tutto e nulla puó accadere.”
- Nino Marchese

Nino Marchese, nato a Milano, vive l’ambiente milanese fin dal periodo del GIAMAICA.
Partecipa alla esplosione della moda, del design e dell’arte. Successivamente fima campagne pubblicitarie nazionali ed internazionali.
La sua sensibilitá va oltre l’evidenza delle cose e si rivolge alla profonditá psicologica entrando nelle realtá sfumate – per questo esplora con maggiore interesse il mondo dell’immaginario infantile.
Le opere esposte in questa mostra aprono la visione della corporeitá nella fantasia dei bambini.
[Gilberto Bortolotti]
19:45
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09/04/2008
11 aprile - Stefano Lugli

venerdì 11 aprile, ore 19.00
Stefano Lugli - ”DA A...”
11-25 aprile, 2008
La linea non fa che viaggiarvi attraverso e percorrerlo;
essa passa soltanto.”
I. Klein

A volte le mostre sono solamente quadri appesi ad un muro…non nel caso delle opere di Stefano Lugli (Reggio Emilia 1967).
La sua poetica basata su un prepotente e istintivo uso del colore, ci riporta alla musica
– la sua seconda passione – alla sinfonia in particolare, dove anche lo stesso significato etimologico si concretizza nell’unione e nella presenza delle tante voci, dei demoni, che emergono dall’anima e dalla mano dell’artista.
Colori sonori e suoni colorati: sono queste le vibrazioni che fuoriescono dalle visioni feèriche di Stefano Lugli, nella tensione di un’originale immediatezza d’espressione, contraltare di una realtà e di un mondo che ci esige vuoti recipienti standardizzati.
L’artista, rifiutato il ruolo passivo dello spettatore, torna ad essere l’Uomo, attore e protagonista sul palcoscenico della vita e della storia: un dinamico riappropriarsi dei contenuti e dei sensi, dove gli eventi, le idee e gli archetipi, che fluttuano in un fondo per noi lontano, ci appaiono come comete.
Non solo i contenuti, ma anche i contenitori sono specchio del rapporto bizzarro e paradossale che l’artista, e credo l’umanità tutta, intrattengono con il mondo e la natura: legno, carta, supporti polimaterici rigenerati, sono orientati con nuove funzioni alla ricerca di una semplicità, quasi primitiva.
Troviamo così tra le pieghe di un reale deformato, quel richiamo all’unicità, al momento mitico, che rompendo la piattezza di un panorama uniformato ci avvicina all’arcano: la potenza creatrice.
GIORDANO FORNARI
17:55
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03/04/2008
5 & 6 aprile - 2 eventi da non perdere!

DOMENICA 6 APRILE, ORE 21
Ah Sudamerica! -
Simone Beneventi & Martina Stefanoni

Ah, Sudamerica! è un progetto che rende omaggio a celebri autori e musicisti del mondo latino che con le loro raffinate composizioni hanno fatto conoscere, cantare e ballare in tutto il mondo l’anima della musica sudamericana.
I Ritmi di danza, il colore del canto, il linguaggio della culture nazional-popolare sono stati celebrati, rivisitati e sempre suonati nel mondo del jazz, nelle orchestre sinfoniche, nelle feste di paese, nelle sale da ballo, negli ascensori degli alberghi, nei night club, ai matrimoni e ai funerali e soprattutto con ogni tipo di strumento.
Il duo “Flauto e Marimba” (strumento a percussione a tastiera nato esattamente in Guatemala e Honduras per la musica popolare) restituisce alla musica sudamericana tutto il calore e l’essenzialità ritmica, e corona l’originalità del canto e dell’armonia, in una nudità cameristica fatta di legni percossi e vento soffiato.
Musiche di Celso Machado (Brasil), Astor Piazzola (Argentina), Gordon Stout (Mexico), Edmundo Vasquez (Chile), Isaac Albenitz (Spagna), Eric Sammut (Francia), Hector Villa-Lobos (Brasil), Paçoca
5-10 APRILE, 2008
GLENNIS BENEVENTI UPCOUNTINGDOWN
ONE, TWO, THREE, FOUR, FIVE. FUCK.INTERVISTA A GLENNIS BENEVENTI
(A cura del COMITATO PER LA ILLIMITATA SOSPENSIONE DELLE BUONE MANIERE)
D. – Signor Glennis, a ragion venduta, Le è parso opportuno mettere a mostra in un locale rispettabile opere ingiuriose e offensive per il buon gusto di un pubblico che, sebbene non pagante, avrebbe la giusta pretesa di non essere aggredito? Tenga conto che le sue risposte saranno messe a verbale dall’archivio del Comitato.
R. – Sì.
D. – Lei è per caso un uomo che conta?
R. – Sulla punta delle dita. Da uno a cinque.
D. – Qualcosa conta?
R. – Qualcuno canta?
D. – La mostra era stata inizialmente concepita per un’esposizione di sei giorni. E il settimo giorno? Dopo che tutti se ne saranno andati a quel paese? Lei si riposerà?
R. – No.
Preferirei di no.
D. – Sulle dita di una mano, dicono certi raffinati, si contano...? Finisca Lei, La prego.
R. – Appiccicosi amici.
E sono quelli a cui è dedicato il sei.
D. – I moderni mezzi di riproduzione fotografica (moderni, per modo di dire – parlare di una Xerox classe 1979 sarebbe farle, poverina, un complimento…) consentono di moltiplicare a piacimento ogni disgrazia ciascuno voglia. Lei come si pone a proposito?
R. – Pigiando, giusto con un dito.
Ed Egli danza, Egli danza di suo.
D. – Guardi che abbiamo riconosciuto la citazione. Non ci metterà mica in croce, vero?
R. – Chacun porte sa croix et moi, je porte une plume.
Au revoir, cons.
D. – Arrivederci. Le nostre mani nella sua.














